Nagel rimette aprile sul tavolo: lo shock energetico riapre il rischio BCE
Joachim Nagel dice a Reuters che un rialzo dei tassi BCE ad aprile resta un’opzione se la crisi in Medio Oriente alimenta nuova inflazione. Il messaggio per il mercato è netto: la pausa monetaria europea non è ancora un dato acquisito.
La parte più importante non è il tono da falco in sé, ma il fatto che l’energia torni a essere la variabile capace di riscrivere il sentiero dei tassi in poche settimane. Se il rincaro di petrolio e gas si trasmette a prezzi interni, fertilizzanti e salari, Francoforte rischia di tornare sulla difensiva proprio mentre la crescita resta vulnerabile.
Per l’eurozona è uno scenario scomodo per definizione. L’Europa importa energia, incertezza geopolitica e volatilità dei costi: quando questi tre elementi si sommano, la BCE si ritrova stretta tra credibilità anti-inflazione e fragilità del ciclo, cioè il mix meno favorevole per imprese e investimenti.
Se l’energia rimette in discussione i tassi, la BCE torna a essere una banca centrale di crisi più che di normalizzazione.